Mise la gobba contro il temporale
lui, bambino di gambe storte
sciolse il soffione al vento
tenendo due pietre e una lumaca
in tasca
(occhi che mangiano neve
e vincotto, tira su col naso
scappa prima che arrivino
i mobili da comprare
la mucca da ingravidare)
Allora sentiamo, gli dissero
hai imparato che andar soldato
ti renderà uomo, che poi potrai
cascar tra le gambe d’una donna
senza sentir la porta
della cantina buia?
(mani che addomesticano
finocchio selvatico
rucola nella schiena
non dormivo mai, neanche nel sonno)
signor mio, non so cosa ho imparato
quello che a mente
sapevo raccontare
è un cerchio che si chiude:
prima, dal silenzio, forzarmi alla grammatica di un sorriso
ora, sottraggo peso
pietre e invidio la lumaca
lino di gianni gennaio 2007

Pingback: 27 gennaio, per non dimenticare | Lino Di Gianni
intensa…
struggente…
Dolente
non ti smentisci mai, sei uno dei migliori autori in rete a mio avviso
Grazie. Scrivo solo per necessità espressiva. Mi fa piacere che qualcuno esperto del potere delle parole condivida le cose che scrivo